Skip to main content
Rectangle 5 adc95812
Rectangle 3 f8b03902
Rectangle 2 57f4ab45
Rectangle 7 28317add

Contro gli editori di Romance

Premessa
Siamo contro la censura di qualunque libro, anche di quelli brutti. Censurare i libri è sempre un errore: solo i fascisti hanno paura dei libri. 
Però qualcosa va detto perché questa storia dei romance forse è un po’ sfuggita di mano, no?
 
Hey, Houston abbiamo un problema!
E’ il sistema Romance: c’è una macchina che fa profitti vendendo pornografia a minori di 12 anni senza alcuna regola (pornografia, se volete ci giriamo intorno oppure ve li leggete e tagliamo la testa al toro). Da libreria specializzata in letteratura per l’infanzia il tema ci interessa, molto. 
 
Questi libri dovrebbero avere il bollino che segnala i contenuti espliciti e un marketing responsabile, regolamentato. Esistono delle regole per l’intera industria culturale: cinema, TV, moda, hanno regolamenti a tutela dei minori di 16/14/12 anni. Perché l’editoria no? 
E no, non vogliamo ammiccanti livelli di “spicy” con una scala da 1 a 4 peperoncini, non stiamo ordinando la salsa per i tacos. Occorre la segnalazione di contenuti espliciti come gangbang, violenza sessuale, prostituzione minorile e compagnia cantante, non un ufficio marketing che fa camouflage. Assistiamo a un profluvio di rose, fiori e farfalle in copertina, all’edulcorazione dei contenuti in chiave romantica o fantasy, all’invenzione di hashtag come #forcedproximity #slowburn #enemytolovers mentre l’età delle lettrici si abbassa. 
 
Nella serie Game of Gods, i giochi degli dèi sono appunto giochi erotici organizzati a cadenza settimanale dai 5 fratelli protagonisti (questa sarebbe la trama del libro se ci fosse un ufficio stampa onesto a compilare la scheda editoriale). 
 
E no per favore, non tirate in mezzo la liberazione sessuale o la trasgressione: non c’è proprio niente di trasgressivo e rivoluzionario oggi nell’inseguire un modello mainstream ipersessualizzato e propinarlo a ragazze e bambine di 10/11/12 anni. Se un tempo questi contenuti erano principalmente rivolti ai maschi o si leggevano di nascosto, oggi sono accessibili a chiunque, sempre (basta avere un cellulare). Non sono solo accessibili, sono elevati a modello dal potere costituito: sesso, violenza, sottomissione femminile. È un dispositivo reazionario, sennò non veniva spinto pure dall’algoritmo di tiktok.
 
 
Le case editrici sono responsabili non solo di cosa pubblicano ma anche di come lo pubblicano. La promozione questi titoli e gli eventi che organizzano sono la normalizzazione della pornografia tra giovanissime, al limite dell’età infantile: i firmacopie di Hazel Riley e Karim B sono eventi di socialità di massa con centinaia di fan in delirio, di media tredicenni. A Bookcity Milano la rassegna romance è ospitata da due anni a Base, un luogo di innovazione culturale. Per organizzare questi incontri, per gestire i social e le influencer di booktok le case editrici dedicano strategia, tempo, budget, personale. Davanti a questa macchina per fare soldi, non si può riversare la responsabilità su chi questi libri li legge: che lo facciano per curiosità sessuale, per essere parte del gruppo o per moda sono minori che (tanto per cambiare) vengono messe in questa situazione dagli adulti in teoria responsabili per loro.
 
Ciliegina sulla torta, Romance Pop Up: un grande settore ad hoc al Salone del Libro di Torino in un padiglione a sé e con biglietto a parte (non sia mai che chi legge romance inciampi in un romanzo vero nel Salone classico). Povera Elsa Morante che dà il titolo a questa edizione IL MONDO SALVATO DAI RAGAZZINI, mentre le ragazzine le mandiamo a sospirare per il bello e dannato di turno! 
Mascherare racconti erotici con una kermesse mainstream tutta cuori rosa rivolta a 10/11/12 anni ( ma anche a 14-16enni) è veramente un’operazione meschina: l’istituzionalizzazione del genere è ben oltre l’autoproduzione di contenuti sregolati su tiktok.
 
I libri erotici esistono da sempre, sono sempre stati pubblicati e letti (da adulti e ragazz*). Ma se oggi avessi 12 anni, dopo aver letto una o due serie romance come quelle che ho letto (Limitless e Game of Gods), penserei che solo le sfigate non hanno mai fatto una gangbang a 16 anni nello stanzino della scuola con la disinvoltura di una pornoattrice a fine carriera. Le mie amiche si aspettano questo da me e forse non solo loro: anche scrittori, editori e librai e tutto il mondo adulto che questo banchetto lo ha apparecchiato con grande cura. 
 
I genitori sono spesso ignari, anzi ben contenti che le figlie abbandonino il cellulare per leggere dei tomoni da 700 pagine (almeno finché non aprono i libri su una pagina a caso scoprendo la triste verità). A loro discolpa va detto che spesso è il libraio che ha consigliato quel libro, che tutte le amiche della figlia lo leggono e che dalla copertina o dalla quarta di copertina è letteralmente IMPOSSIBILE immaginare il contenuto del libro.
Anche le librerie che per vendere mettono questi libri nel settore ragazzi o che li consigliano come regali a una dodicenne hanno la loro parte di responsabilità. 
Siamo contente per le giovani autrici che sono riuscite a fare della scrittura una strada di emancipazione sociale ed economica. Ma un po’ meno che ci vendano il sogno di stare laddove il patriarcato ci ha sempre messe: in camera da letto.
 
I romance non sono l’unico spreco di carta dell’editoria italiana: non è un problema che siano libri scritti male, con trame inesistenti, personaggi inverosimili, dialoghi noiosi etc… Di brutti libri l’editoria italiana è piena e comunque a un certo punto…. de gustibus!
Il problema non sono nemmeno i maschi belli e dannati che la ragazza di turno deve redimere (la nostra generazione è sopravvissuta a “Tre metri sopra al cielo“, queste generazioni potranno tranquillamente dimenticarsi di Hades Lively). 
Il problema non è nemmeno il sesso violento, il machismo, la mascolinità tossica, le relazioni di sottomissione, chiamare ripetutamente “troia” la tua fidanzata mentre ti fa un pompino sulla spiaggia al tramonto. 
Il femminismo troverà ancora le sue strade per fare breccia nella mente e nel cuore delle prossime generazioni (e anche l’amore).
 
Ma leggendo Limitless e Game of Gods rimane il fastidio di qualcosa sottopelle: la dissonanza cognitiva ed emotiva profonda con la realtà. Non accade davvero nel mondo reale di provare solo piacere in situazioni così estreme, non è possibile rimuovere completamente tutto un pattern di emozioni legate a umiliazione, paura, distruzione e autodistruzione. Su instagram, su tiktok o nelle scene tra Haven e Hades puoi grattare e omettere tutto ciò che è disturbante. Nella vita invece il corpo non mente mai.
 
Haven, Hades, Angel, Evelyn… sono tutti personaggi sostanzialmente anaffettivi. Hanno vite difficili alle spalle (droghe, abusi, omicidi) ma nella trama tutto rimane così superficiale e algido che viene il dubbio che non sia solo l’impossibilità della penna delle autrici di fare di più. Quella che viene raccontata è una generazione che non prova niente, che non riesce a provare niente, che ha bisogno di una immane violenza pure nei sentimenti per sentire qualcosina di vagamente simile a un’emozione. 
 
Ed è a questo punto che viene voglia di urlare: non è vero, ragazze! 
Nella vostra vita vi capiterà di sfiorare per caso la mano del ragazzo che vi piace e sentirete così tante cose tutte assieme da non capirci niente. Sarà tremendo, sarà terrificante, sarà bellissimo.
 
 
 
cappuccetto

Un mondo di
progetti

Organizziamo laboratori, collaborazioni con scuole, percorsi educativi e iniziative speciali.
Portiamo i libri e le storie anche fuori dalla libreria: nelle classi, nei quartieri, in spazi dove la lettura può fare la differenza, non per trasmettere regole, ma per stimolare la curiosità, il pensiero critico e la creatività.
Ogni progetto nasce per coinvolgere bambini, insegnanti e famiglie in esperienze vive e partecipate.