Skip to main content
Rectangle 5 adc95812
Rectangle 3 f8b03902
Rectangle 2 57f4ab45
Rectangle 7 28317add

Dalla parte delle lettrici di Romance

Se le giovani lettrici leggono i Romance c’è un perchè e probabilmente ci riguarda.

In un mondo ansiogeno e un po’ cinico le ragazze rivendicano il diritto all’amore, all’amicizia, alla lealtà, alla salvezza. Sentimenti puri e totalizzanti che non badano mai ai rischi né alle convenzioni sociali. Nei Romance c’è tutto questo e ci sono personaggi che sbagliano: commettono errori continuamente e li pagano con la perdita o il fallimento. Non sono perfetti e nemmeno ambiscono alla perfezione.

Sentimenti, relazioni e sesso sono centrali nella trama e forniscono un bagaglio di esperienze con cui potersi confrontare o almeno soddisfare una curiosità che evidentemente altrove non trova risposta (forse anche perché l’età delle prime esperienze si è abbassata notevolmente e sia famiglia che scuola arrivano completamente in ritardo).

Infine tiktok, eventi, merchandising e tutto il marketing a corredo del romance ci dicono del bisogno di riconoscimento e di appartenenza al gruppo che da sempre caratterizzano l’adolescenza e non solo. Insomma niente di nuovo sotto il cielo.

tumblr ll5esrejhj1qeju05o1 1280 1024x6821 1

Non possiamo che essere dalla stessa parte delle lettrici, come ci ha insegnato tanta critica comparatistica dall’Estetica della ricezione alla teoria del lettore (pur rimanendo contro quegli editori che non segnalano i contenuti espliciti nei libri destinati ai minori di 12-14 anni)

Un libro vive solo nel momento in cui viene letto. Il testo scritto non è mai immobile ma si arricchisce di senso ogni volta perché le letture si stratificano, aumentano i rimandi, moltiplicano i significati. In questo senso esiste una superiorità del lettore rispetto all’opera e all’autore stesso.

Come libreria non possiamo arroccarci sui nostri gusti personali, occorre che ci mettiamo in ascolto dei bisogni delle lettrici per fare il nostro lavoro: selezionare nel mare di carta straccia ciò che vale il tempo di leggere e “allenare il muscolo della lettura”, accompagnando le lettrici dalla loro comfort zone verso terreni più impervi.

golden legend by armand point news photo 1703172758

Non è possibile dirimere in un blog la questione se esista o meno una letteratura di genere. La questione è nota da oltre 50 anni se vogliamo guardare ai Romance (quelli che una volta venivano definiti ”romanzi rosa” rivolti a un pubblico femminile) con la lente dei Gender Studies, se non da prima allargando la visuale alla letteratura di genere come western, gialli, fantascienza etc.

Semplificando enormemente potremmo dire che la letteratura “alta” rigetta queste etichette: come è possibile mettere Jane Austen o Emily Bronte nella letteratura femminile, ridurre Isaac  Asimov alla fantascienza, Agatha Christie ai gialli etc…?

Più la produzione editoriale va verso la produzione industriale in scala di un libro-merce ovvero di un prodotto ben riconoscibile nella struttura e nello stile ma anche nel packaging, rivolto a uno specifico target e riproducibile facilmente in serie, più la letteratura di genere si va affermando. Un’editoria che punta sulla quantità più che sulla qualità vive del paradosso di aumentare ogni anno le novità in commercio (siamo ben oltre le 80.000 novità all’ anno) e contemporaneamente di perdere ogni anno decine di migliaia di lettori. 

Chi è causa del suo mal pianga se stesso, verrebbe da chiosare dal profondo del nostro cuore.

u

In questo mercato il genere Romance esiste eccome, inteso come fenomeno commerciale di una narrativa scritta da autrici e rivolta a un pubblico femminile (i maschi sono rarissime eccezioni) in cui al centro c’è una vicenda amorosa, con uno stile semplice e diretto, una trama riconducibile a pochi elementi ricorrenti (i famosi e orribili trope), un packaging riconoscibilissimo e una serie di elementi di contesto che sono interessanti tanto quanto quelli di testo. 

La semiotica, cioè lo studio del processo di significazione dei segni, intende per “testo” tutto ciò che è dentro il libro, mentre il contesto è tutto ciò che si trova fuori di esso e che contribuisce all’attribuzione di significato del testo. 

Partendo dal testo ci viene in soccorso proprio Vladimir J. Propp, uno dei padri della linguistica strutturalista e autore di testi fondamentali tra cui Morfologia della fiaba. Lo Strutturalismo si è occupato di individuare le strutture ricorrenti dei sistemi linguistici, come appunto la struttura della fiaba. Propp ha individuato 7 ruoli tipici (eroe, antagonista, donatore, aiutante, mandante, falso eroe, vittima) e 31 tipi di azioni che innescano il meccanismo narrativo della fiaba rompendo l’equilibrio iniziale e portando allo sviluppo della trama, come per esempio un ”divieto”, un ”allontanamento”, un ”inganno” etc. 

Non siamo le prime a dire che il Romance ha moltissimi punti in comune con la fiaba e che anche questo ha contribuito al suo successo di massa. 

Il contesto invece “sarebbe il luogo delle pratiche sociali e degli usi concreti in cui il testo finisce per inverarsi e al tempo stesso per dissolversi. Un testo sarebbe un romanzo o un film, un quadro o una rappresentazione teatrale; il contesto sarebbe invece l’ambiente in cui questi stessi testi vengono prodotti e fruiti, dunque dotati di senso sociale effettivo”.

Nel nostro caso per i Romance il contesto è wattpad, tiktok con booktoker annessi, il Pop Up Romance al SalTo, i firmacopie chilometrici in libreria, il merchandising correlato ai libri.

lettura julie manet

Il prodotto-merce che viene offerto dal mercato per rispondere ai bisogni delle lettrici di Romance è uno stereotipo.

Se la fiaba è il luogo degli archetipi, cioè di immagini simboliche universali e collettive di cui abbiamo bisogno per definire la nostra stessa appartenenza al genere umano, i Romance in cima alle classifiche di vendita ci propongono degli stereotipi, delle copie stanche e sbiadite. Nella prolifica esplorazione del genere, ci siamo imbattute in libri che ti portano esattamente là dove ti aspettavi di andare fin dalla prima pagina. Se un libro non ti porta per terre inesplorate, se non ti conduce fuori strada è difficile che ti lasci qualcosa. Quando la scrittura è fatta di stereotipi, la lettura si consuma facilmente e rapidamente in un atto fine a se stesso che non aggiunge e non sposta alcunché.

Il resto lo fa il capitalismo vendendoci una serie di prodotti/ oggetti/ esperienze per riempire un vuoto che è in realtà esistenziale: che sia il libro, il gadget, il biglietto per il Pop Up Romance di Torino il mercato ci sta proponendo di comprare cose per sentirci qualcuno e parte di qualcosa. Il mercato dei Romance non rompe alcuna convenzione sociale, anzi ci porta esattamente lì dove sta andando il mondo. 

“La borghesia non ama la vita, la possiede” scriveva Pier Paolo Pasolini già sessant’anni fa.

710y5I3S7eL

La Letteratura rifiuta le etichette e si insinua anche dove non te lo aspetti.

Un libro che resiste nel tempo, alla moda, ai lettori e alle lettrici, alla critica e al suo stesso autore/autrice evidentemente ci dice qualcosa in grado di spostare continuamente i confini di noi e del mondo. In questa fatica di scrittura e di lettura c’è il potere della letteratura, il suo fascino e la sua rovina. 

Càpita così che si aprano delle crepe anche nella classifica booktok dei 20 Romance più venduti: in mezzo ai Limitless e ai Game ci si ritrova in posizione 8 Una vita come tante di Hanya Yanagihara e in posizione 16 La canzone di Achille di Madeline Miller. La letteratura è proprio questa cosa qui: fiori nel cemento.

A noi libraie viene data l’occasione di stare in questa crepa: possiamo leggere, cercare, consigliare i libri più belli che permettano di rispondere a quei bisogni universali e archetipici dell’essere umano come amore, giustizia, passione, salvezza ma che percorrano altre strade, meno battute, più difficili forse ma sicuramente molto più potenti e sovversive di un aprilibro rosa glitterato.

BookTokBestsellerList foto.jpg
cappuccetto

Un mondo di
progetti

Organizziamo laboratori, collaborazioni con scuole, percorsi educativi e iniziative speciali.
Portiamo i libri e le storie anche fuori dalla libreria: nelle classi, nei quartieri, in spazi dove la lettura può fare la differenza, non per trasmettere regole, ma per stimolare la curiosità, il pensiero critico e la creatività.
Ogni progetto nasce per coinvolgere bambini, insegnanti e famiglie in esperienze vive e partecipate.